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Il vero Pastore

V e r i t a s – Un aiuto per credere e vivere in Dio

Lezioni spirituali di P. Enzo Redolfi


18 Luglio 2021 – XVI Domenica del Tempo Ordinario (B)

Il vero Pastore

Nel Salmo 22 troviamo questa bella espressione di fede verso il Signore, che guida e protegge i suoi figli: IL SIGNORE È IL MIO PASTORE, NON MANCO DI NULLA. SU PASCOLI ERBOSI MI FA RIPOSARE, AD ACQUE TRANQUILLE MI CONDUCE. MI RINFRANCA, MI GUIDA PER IL GIUSTO CAMMINO, PER AMORE DEL SUO NOME.

Gesù è il Pastore dell’umanità, l’unica e vera Guida del mondo. Non c’è Dio all’infuori di Lui. Non c’è Profeta, Maestro e Salvatore all’infuori di Lui. Perciò noi cristiani dobbiamo gloriarci della fede che professiamo, perché professare la fede cristiana è una gloria. Essa viene dal Dio vero, dal Dio unico, dal Santo dei santi. Solo nella religione cattolica c’è la pienezza della verità e la salvezza piena. All’infuori di essa c’è il difetto, la confusione, l’errore.

Offensivo e ignobile è paragonare Gesù a Maometto, pretendendo addirittura che il secondo superi il primo. È per questa ragione che il cristianesimo, pur non escludendo nessuno dalla propria comunità, non potrà mai livellare Cristo agli altri fondatori di religioni, permettendo di formare una religione comune a tutti. No. Accettare questo significherebbe tradire il Maestro, il vero Dio, Colui che è la Via, la Verità e la Vita (Gv 14,6). Nessuno, infatti, conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo volle rivelare (Mt 11,27).

Il vero Pastore

Chi guida per il giusto cammino? Chi non manca di nulla? Chi concede felicità e grazia? Chi salva dalla valle oscura? Solo uno: il Signore Gesù, il Buon Pastore. Solo il Dio che si fece uomo può permettere all’uomo di farsi dio e di vivere in eterno nella casa del Re, perché si compiano queste profetiche parole: ABITERÒ NELLA CASA DEL SIGNORE PER LUNGHISSIMI ANNI.

Tutti, prima o poi, dobbiamo passare per la “valle oscura”, indicata dal Salmo 22. Tale oscurità rappresenta la prova, il dolore, la sofferenza, la solitudine, l’abbandono, la morte. Manca forse il sole quando è nuvoloso o è notte? No. Il sole c’è e splende, eterno nel suo cielo, anche se il cielo non è visto dal mondo. Allo stesso modo Dio c’è ed è con noi, anche quando noi non siamo con Lui. C’è, eterno e splendente, per dare l’eternità a chi splende, ricompensando chi ama il suo splendore.

Non c’è popolo al quale non sia aperta la strada della conoscenza del Bene, perché Cristo è morto per tutti e tutti sono morti, immersi come siamo nelle caligini del peccato. Tutti siamo destinati al cielo, tutti siamo chiamati alla fede vera. Se ciò non si realizza è perché l’uomo non vuol essere figlio di uno stesso Padre e fratello di uno stesso Figlio.

Il vero Pastore

L’unico Padre è solo quello che il Figlio ha rivelato. Gesù lo ha detto: NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO DI ME. SE CONOSCETE ME, CONOSCERETE ANCHE IL PADRE … CHI HA VISTO ME HA VISTO IL PADRE (Gv 14,6-7.9). Perciò lasciamoci guidare dal vero Pastore, dal Pastore buono. La sua voce è voce d’amore e di misericordia, voce di giustizia e di verità, voce di sapienza e santità. Egli dice: LE MIE PECORE ASCOLTANO LA MIA VOCE E IO LE CONOSCO ED ESSE MI SEGUONO. IO DO LORO LA VITA ETERNA E NON ANDRANNO MAI PERDUTE E NESSUNO LE RAPIRÀ DALLA MIA MANO. IL PADRE MIO CHE ME LE HA DATE È PIÙ GRANDE DI TUTTI E NESSUNO PUÒ RAPIRLE DALLA MANO DEL PADRE MIO. IO E IL PADRE SIAMO UNA COSA SOLA (Gv 10,27-30).

Gesù si commuove, guardando la nostra povertà e pochezza, perché siamo indigenti e insicuri, soggetti ai pericoli spirituali, alle tentazioni, alle prove, immersi nelle oscurità di questa “valle” terrena, dove spesso le nubi coprono la luce e sembra che anche Dio sia assente. No. Dio c’è e brilla nel suo cielo. Un giorno lo vedremo, se già da ora vogliamo vedere il cielo, togliendo gli occhi dalla terra per pensare alle cose di lassù (Col 3,1-2).

Il vero Pastore

Un tempo, eravamo lontani dalla verità, perché la Verità era ancora lontana. Ma ora che Essa è venuta ed ha abbattuto il “muro di separazione” (Ef 2,14), che impediva di conoscere Dio e di amarlo alla perfezione, la strada è aperta. Tutti possono percorrerla per giungere alla mensa del regno di Dio, dove Dio ci aspetta per condividere con noi l’eterna gioia del paradiso.

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Il vero Pastore. Beati gli afflitti

Dice il Signore: BEATI GLI AFFLITTI,
PERCHÉ SARANNO CONSOLATI (Mt 5,4).

Questa seconda beatitudine fu proclamata da Gesù non per dar valore alla sofferenza, come se la sofferenza fosse un valore, bensì per assicurare che attraverso di essa e tutte le cose tristi della vita, l’uomo conosce se stesso e si affida a Dio, credendo, sperando e amando. È scritto infatti: FIGLIO, SE TI PRESENTI PER SERVIRE IL SIGNORE, PREPARATI ALLA TENTAZIONE. ABBI UN CUORE RETTO E SII COSTANTE, NON TI SMARRIRE NEL TEMPO DELLA SVENTURA. STA’ UNITO A LUI SENZA SEPARARTENE, PERCHÉ TU SIA ESALTATO NEI TUOI ULTIMI GIORNI. ACCETTA QUANTO TI CAPITA, SII PAZIENTE NELLE VICENDE DOLOROSE, PERCHÉ CON IL FUOCO SI PROVA L’ORO, E GLI UOMINI BEN ACCETTI NEL CROGIUOLO DEL DOLORE. AFFIDATI AL SIGNORE ED EGLI TI AIUTERÀ; SEGUI LA VIA DIRITTA E SPERA IN LUI. QUANTI TEMETE IL SIGNORE, ATTENDETE LA SUA MISERICORDIA; NON DEVIATE PER NON CADERE. VOI CHE TEMETE IL SIGNORE, CONFIDATE IN LUI; IL VOSTRO SALARIO NON VERRÀ MENO (Sir 2,1-8). È necessario, infatti, attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno dei cieli (At 14,22).

Il dolore è una realtà. Ma non è una creazione di Dio e non è voluto da Lui. Fu Satana, con la sua cattiveria, a causare il dolore e tutte le sue conseguenze, compresa la morte. È scritto infatti: DIO HA CREATO L’UOMO PER L’IMMORTALITÀ; LO FECE A IMMAGINE DELLA PROPRIA NATURA. MA LA MORTE È ENTRATA NEL MONDO PER INVIDIA DEL DIAVOLO (Sap 2,23-24).

Le prove della vita, vissute con fede, fanno crescere nello spirito. Dice l’Apostolo: NON CI SCORAGGIAMO, MA SE ANCHE IL NOSTRO UOMO ESTERIORE SI VA DISFACENDO, QUELLO INTERIORE SI RINNOVA DI GIORNO IN GIORNO. INFATTI IL MOMENTANEO, LEGGERO PESO DELLA NOSTRA TRIBOLAZIONE, CI PROCURA UNA QUANTITÀ SMISURATA ED ETERNA DI GLORIA, PERCHÉ NOI NON FISSIAMO LO SGUARDO SULLE COSE VISIBILI, MA SU QUELLE INVISIBILI. LE COSE VISIBILI SONO DI UN MOMENTO, QUELLE INVISIBILI SONO ETERNE (2Cor 4,16-18). Tutto passa, poi c’è l’eternità: LE SOFFERENZE DEL MOMENTO PRESENTE NON SONO PARAGONABILI ALLA GLORIA FUTURA CHE DOVRÀ ESSERE RIVELATA IN NOI (Rm 8,18).

Il vero Pastore

Anche la Chiesa, discepola del Maestro, ha a cuore gli afflitti e li conforta dicendo loro: “O voi tutti che sentite più gravemente il peso della croce, voi che siete poveri e abbandonati, voi che piangete, voi che siete perseguitati per la giustizia, voi sconosciuti nel dolore: riprendete coraggio. Voi siete i preferiti nel regno di Dio, il regno della speranza, della felicità e della vita; siete i fratelli del Cristo sofferente; e con lui, se lo volete, salvate il mondo!” (Messaggi del Concilio all’umanità 7,4)

Il dolore, se accettato con fede, è un grande mezzo di redenzione e un proficuo mezzo di santità. Si trasforma in grazia, quando si fa della grazia una trasformazione in gloria, offrendo al Signore le nostre croci per amor suo. Dice l’Apostolo: A VOI È STATA CONCESSA LA GRAZIA NON SOLO DI CREDERE IN CRISTO, MA ANCHE DI SOFFRIRE PER LUI (Fil 1,29).

Il peso della croce, portato con amore, può essere grande e persistente, ma il Signore non delude chi soffre per amore della croce. Dice infatti: VOI SARETE AFFLITTI, MA LA VOSTRA AFFLIZIONE SI CAMBIERÀ IN GIOIA (Gv 16,20).


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Il vero Pastore. Pozzo in Benin (Africa)

Tentativo fallito. La prima perforazione non ha trovato l’acqua. Si attende un esperto dell’università per localizzare con sicurezza dove perforare nuovamente. Nel sito www.veritasvita.it ci sono le immagini e un frammento di video.

Il vero pastore – Commento ai Vangeli della Domenica di Padre Enzo Redolfi a cura di Beppe Amico.

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