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Siate misericordiosi

Commento ai Vangeli della Domenica di Padre Enzo Redolfi

23 Febbraio 2025 – VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – C

Ci è oggi presentata una delle più belle pagine del Vangelo, perché contiene i fondamenti dell’insegnamento di Gesù, il cuore del suo messaggio e il riassunto della sua dottrina. Ci è presentata la perfezione dell’amore. Dice il Signore: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano … Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro … Fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo … Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sa-rete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato.

Siate misericordiosi

Questo insegnamento potrebbe sembrare esagerato e irrealizzabile, perché pare un peso troppo grande da portare e una meta troppo lontana da raggiungere. Ma se l’impegno è grande, grande è anche la ricompensa che motiva l’impegno. Infatti dice Gesù: Il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo.  

Il Signore è esigente nel chiedere, ma generoso nel dare. Ci fa capire che la sua Parola, ancor prima di essere un comando, è una grazia. Infatti, oltre a parlare di grande premio, afferma: Non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato.

Siate misericordiosi

La Parola di Gesù non è un peso, ma un’ala; non è un dovere, ma un dono. Poiché se ameremo saremo amati, se perdoneremo saremo perdonati, se daremo saremo premiati.

Dove troviamo la forza per amare i nostri nemici? Nell’Amico che è la nostra Forza. È Dio la sorgente per essere buoni anche coi cattivi. In tal modo non solo i cattivi diventeranno buoni, ma anche i buoni non diventeranno cattivi. Assomiglieremo sempre più al Santo che ama tutti infinitamente per poter dare a tutti il suo regno infinito.

Siate misericordiosi 

Se faremo la volontà di Dio, la nostra ricompensa sarà grande, immensa, inconcepibile a mente umana. Non vale quindi la pena opporsi col bene al male, per fare del male un bene? Che è il momentaneo leggero peso della prova, in confronto all’eterno premio della gloria? (2Cor 4,17). 

In concreto, cosa vuol dire amare i nostri nemici e fare il bene a coloro che ci odiano? Non vuol dire perdere la propria dignità, considerare i cattivi come i buoni, approvare il male e lasciare che esso agisca e si espanda. Non possiamo non giudicare aspramente chi è cattivo e, se necessario, rimproverarlo e punirlo per il suo peccato, in modo che si ravveda e si converta.

Siate misericordiosi 

Amare i nostri nemici vuol dire non reagire al male col male, non vendicarsi e non odiare, ma amare per salvare. Amare i nostri nemici vuol dire combattere il peccato con la virtù; attirare con l’amore come fa il Signore; amare i corpi per salvare le anime.

Lasciamo al Santo il tempo della “vendetta”. Egli fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti e fa piovere sui santi e sui peccatori (Mt 5,45), non per approvare le opere dei cattivi o equipararli ai buoni, ma perché i cattivi abbiamo modo di convertirsi e di salvarsi. Perciò: perdonare per convertire, rimproverare per correggere, convertire per amare, punire per educare, amare per salvare.

Siate misericordiosi 

Come il Signore non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe, così anche noi vogliamo essere come il Signore, per avere dal Signore il suo amore ed imitarlo nell’opera di santificazione del mondo, divenendo suoi collaboratori. Così si compiranno per noi le parole del Salmo: Salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia, perché davvero i decreti del Signore sono una benedizione per chi li osserva, e una promessa per chi li ascolta.

Non lasciamoci vincere dal male, ma vinciamo il male con il bene (Rm 12,2): avremo pace sulla terra e gloria nel cielo. Consideriamo i nostri nemici come anime da salvare, da convertire e da santificare. Come si maledice il peccato ma non il peccatore, allo stesso modo si maledice il male ma non chi lo fa, lasciando a Dio il tempo di fare ciò che giudica come disse Davide: Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà.

Commento ai Vangeli della Domenica di Padre Enzo Redolfi – 23 Febbraio 2025 – VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – C

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